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| Teleperformance: una storia italiana |
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| di Paolo Leccese |
| Sabato 21 Maggio 2011 16:23 |
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Un'altra storia italiana che in tempi fin troppo burrascosi, passa in sordina, mentre tanti operatori finiscono per strada, dichiarati in esubero. A denunciare il fatto è Assunta Linza, operatrice telefonica e Rsu Cgil di Teleperfomance, colosso francese dei call center. La multinazionale ha infatti dichiarato in esubero quasi 1500 dipendenti, la metà degli addetti alle tre sedi, quella di Roma, quella di Fiumicino e quella di Taranto. Si tratta di lavoratori assunti a tempo indeterminato. Paolo Sarzana, direttore marketing e comunicazione di Teleperformance Italia dichiara: "La nuova dichiarazione di esuberi può aver sorpreso per la distribuzione presso le tre sedi, ma è frutto di una volontà aziendale di trasferire alcune attività presso la sede di Taranto per poter distribuire gli esuberi in maniera più equa tra Roma e Taranto" Peccato però che la multinazionale sfoggi tagli netti in Italia, e una crescita altrettanto spaccata in Albania.La Teleperformance albanese è infatti passata dagli 89 addetti del 2008 agli oltre 700 di quest'anno, e risulta lavorare a pieno regime, e a quanto pare nessuna delle commesse accettate (Sky, Eni e Barclays, solo per citarne alcune) ha subito rallentamenti, nè l'azienda ha cessato di accettarne di nuove. Anzi. Risulta che le assunzioni, in rete proseguano. "Nonostante ci stiano licenziando tutti - accusa Linza - su internet continuano ad esserci annunci di Teleperformance che assume per 3 euro l'ora". Il forte sospetto è che la multinazionale abbia deciso di tagliare i tremila inbound regolarizzati, sostituendoli con ben più pratiche assunzioni a progetto. Nel comunicato di Sarzana leggiamo "La soluzione alla crisi, al netto del criticato ma inevitabile fenomeno/trend della delocalizzazione è riuscire a vendere i nostri servizi a un maggior prezzo, corrente il valore aggiunto che offriamo ai nostri clienti, in linea con il livello medio dei moderni ed evoluti paesi del nord Europa e in grado di mantenere l'equilibrio, o almeno coprire i costi degli out-sourcer. Non c'è alcuna alternativa, pena la potenziale perdita, a totale mercato, di oltre 40.000 posti di lavoro". Su 70mila operatori telefonici, nell'ultimo anno e mezzo, l'Italia si è vista strappare via 11mila posti di lavoro. Una corsa al ribasso, cui le aziende devono piegarsi, costrette dal mercato, e che ignorata dal gioverno sta di fatto rendendo inevitabile l'aggravarsi di una situazione, in Italia, già quasi insopportabile. Per supportare i loro diritti e quelli di tutti i lavoratori, aderiamo allo sciopero indetto dal comitato dei lavoratori di Teleperformance per lunedì 23 maggio che si radunerà a piazza Barberini alle ore 10 e andrà a formare un presidio davanti palazzo Montecitorio dove resterà fino alle 14. |
















