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"SPEL" di Alessandro Fea PDF Stampa E-mail
Cultura
di Carlo Castriota   
Mercoledì 12 Gennaio 2011 16:15

RITORNO AL TEATRO

logo_Teatro_Dell_AngeloIl Teatro. L'Essenza della Comunicazione Umana. Una delle Espressioni Fondamentali della Civiltà Occidentale. Fin dai tempi stessi della sua Culla. La Grecia Antica. Eschilo. Sofocle. Euripide. I suoi Cantori. Che riuscirono a sondare le profondità dell'animo umano "in anticipo" di 12 secoli sul Padre della Psicanalisi, Sigmund Freud. Il Teatro.

Ma come sta, oggi, il Teatro? Per vero dire, non gode propriamente di buona salute. La crisi economica e un'evidente assenza di sensibilità verso la Cultura in genere spingono la gente verso altri lidi. "Quante volte mi è capitato di trovarmi in librerìa - ha detto Alessandro Fea - e di scorgere tante persone che evitavano, fuggivano quasi dalla "sezione" riservata alle opere teatrali".
Ecco, l'ho appena nominato. Alessandro Fea. Uno di quegli autori giovani (classe '69) che fanno comunque ben sperare sul fatto che il teatro non può essere morto. locandina_spellChe il teatro non morirà mai. Lunedì 10 gennaio, al Teatro dell'Angelo, è andata in scena l'ultima fatica di Alessandro Fea: "SPELL", suono/parola. Ma lasciamo che sìa l'Autore stesso a svelarcene i contenuti: "Il suono della parola è da anni al centro di una mia personale ricerca. L'emozione "differente" che una stessa parola o uno stesso suono possono ispirare in istanti, situazioni e luoghi diversi. Una canzone, un "reading", un assolo, un suono... così com'era nello stile della Beat Generation: Ginsberg, Kerouac, Patti Smith, Lou Reed, Laurie Anderson, The Smits, Battiato, White. E ho provato a vedere se veramente suono e parola potessero ancora oggi continuare a convivere, in un percorso parallelo intrecciato..."
E la risposta partorita dalla serata al Teatro dell'Angelo si è rivelata altamente positiva. Sì, suono e parola possono coesistere. Devono coesistere. Non possono non coesistere. In particolare se, sulla scena, si alternano e si fondono due Artisti del calibro di Michele Balducci e dello stesso Alessandro Fea in persona. Michele Balducci: una Voce affabulante, capace di spaziare dal canto al reading con uguale esplosività e disinvoltura. Alessandro Fea. Alessandro Fea e la sua interpretazione strumentale. Capace di "giocare"
transitando in successione dalla chitarra elettrica al sitar. Attingendo, sempre, livelli espressivi assoluti.
Sì, oggi possiamo ben dirlo. I non molti fortunati presenti al Teatro dell'Angelo, lunedì 10 gennaio, sono stati testimoni di una certezza: il Teatro vive. Il Teatro siamo noi.
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