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| Ma cos'è questa crisi? |
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| Economia | |
| di Carlo Castriota | |
| Venerdì 10 Dicembre 2010 16:18 | |
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Sono passati per l'appunto due anni, il 2011 è ormai alle porte, la fine della Grecia o del Portogallo non l'abbiamo fatta (anche se non ci siamo poi così distanti): ma il quadro di oggi è il medesimo di allora. Se non peggiore. Basta aprire a caso un qualsivoglia giornale (anche se non comunista); basta sintonizzarsi su una qualsiasi delle millanta radio libere italiane (anche se non comuniste); basta farsi un giretto in Rete (anche in siti non comunisti). Sentite un po' cosa potreste leggere oggi: "Saldi ritardati. Quest'anno il regalo lo fa solo uno su tre. Niente soldi e niente sconti a inizio gennaio e l'albero resta vuoto. Per i commercianti romani si prospetta un nuovo calo delle vendite". Oso rivolgermi al Nume Tutelare in persona: Cavaliè, poteva anche essere un'idea non peregrina, quella di invogliare a spendere. Ma cosa e come spendere, se la busta-paga si fa sempre più esangue e gli incentivi (leggi: sconti e saldi) latitano?Cambiamo fronte. Settore immobiliare. Il Comune sta per mettere sotto esame oltre 230.000 unità immobiliari. Pare assodato che, in molti casi, i valori di mercato e quelli catastali non coincidano. Il tema è delicatissimo e non me la sento di anticipare un bel nulla. Aspetto, aspettiamo i primi dati, i primi riscontri. Ma intanto è inevitabile pensare alla dissennata abolizione dell'I.C.I. (Imposta Comunale sugli Immobili), partorita dal Brillantissimo Vate della Finanza Creativa, al secolo Tremonti Giulio. Tutti ad applaudirla, allora, come segno concreto di un robusto alleggerimento del prelievo fiscale. Così, almeno, sembrava fosse. Ma, come accade spessissimo, in Italia quello che ti danno con una mano te lo tolgono con l'altra! Altrimenti detto: l'I.C.I. poteva sì essere posta in discussione per non pochi versi, ma costituiva sicuramente una fonte di entrata sicura per i Comuni. Soprattutto per quelli assolutamente privi di risorse. Così come per quelli alle prese con problemi di non agevole soluzione. E qui rientra il caso di Roma. Tirando le somme: se gli togli l'I.C.I., il Comune in emergenza (o peggio) deve per forza di cose ricorrere ad altri gettiti. Per quanto poco convincenti possano essere. Così va a finire che, chi paga per tutto e tutti, indovinate un po' chi è? Vi aiuto: il suo nome è composto da 9 lettere; comincia per "P"; e finisce per "e". Facile la risposta, no? Concludiamo in bruttezza. O meglio, forse, in "monnezza". Sì, perchè la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti con l'accusa di abuso d'ufficio. Sto parlando della già ribattezzata "Parentopoli Ama": ci sarebbero state oltre 1.300 assunzioni "pilotate", che stanno per finire nel mirino dei magistrati. I quali faranno richiesta di acquisizione della documentazione e dei contratti dell'azienda municipalizzata. Vuoi vedere che... Roma come Napoli?... E, stavolta, senza neanche poter contare sul neopensionato Bertolao Meravigliao...
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Quando, un paio di anni orsono, le nuvole nere della crisi mondiale cominciarono a minacciare di trasformarsi in tempesta, il neonato Berlusconi-ter si distingueva dagli altri esecutivi sprizzando, contro ogni logica, ottimismo a go-go. Il Cavaliere in primis invitava personalmente gli italiani a spendere, a far circolare denaro il più possibile, al fine di favorire gli investimenti. "Non faremo mai la fine della Grecia o del Portogallo", questa la stentorea parola d'ordine emanata da Palazzo Chigi... o meglio: da Palazzo Grazioli...
Oso rivolgermi al Nume Tutelare in persona: Cavaliè, poteva anche essere un'idea non peregrina, quella di invogliare a spendere. Ma cosa e come spendere, se la busta-paga si fa sempre più esangue e gli incentivi (leggi: sconti e saldi) latitano?












