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Roma, 25/11/2011 - Il tempo si è stampato meglio delle parole sugli avvisi di carta. Lungo l’interminabile rete di recinzione, raggrinziti come foglie, si legge appena “non sostare nei giardini durante il trattamento, tenere chiuse le finestre” e ancora: “Togliere i panni stesi, cuscini, giocattoli e cibi per animali dalle aree aperte, ecc.”. La ditta disinfestazioni avverte i “condomini limitrofi”. Non si scherza, succede quando manca la manutenzione ordinaria e allora bisogna andar giù pesante. I “limitrofi” attendono da quaranta anni un parco, un’area di pace o più semplicemente, un orizzonte libero per far riposare lo sguardo. Qualcosa oltre il serraglio inestricabile di vegetazione che per pudore o forse per pietà, nasconde gioielli come Il casino nobile: Preziosa testimonianza del primo “stile Liberty” italiano, oggi cade letteralmente a pezzi.
Villa Blanc, quattro ettari di verde privato sulla Nomentana e quattro vincoli di tutela storica, artistica e paesaggistica non sono l’Area 51. Eppure i misteri, anche qui, non mancano. Voluta alla fine dell’ottocento dal Barone Alberto Blanc, al pubblico non si è aperta mai. Subito il degrado. Dalla Generale immobiliare negli anni 50, finisce alla Sogene di Michele Sindona. Poi, di proprietà in proprietà, perde per strada il diritto di prelazione all’acquisto da parte dello Stato, e cominciano serie interminabili di trattative tra privati e il Comune di Roma, mai concretamente interessato a far valere le prerogative, sacrosante, dell’interesse pubblico. L’ultimo padrone della Villa, dal 1996 è la LUISS, Libera Università della Confindustria che vorrebbe trasformare la Villa in una Business School per Supermanager d’elezione. Di certo, tra due anni, terminerà il vincolo a verde pubblico e il giardino diverrebbe per pochi e paganti.
Tra le moltissime voci contrarie a un accordo di compromesso tutto favorevole alla proprietà, c’è questa mattina, quella dell’Italia dei Valori, che si aggiunge in Piazza Winckelmann allo “storico” Comitato Villa Blanc. Ci sono i vertici romani e del Lazio del Partito, Roberto Soldà, Segretario romano e la battagliera Giulia Rodano, nuova Responsabile Nazionale della Cultura che invoca apertamente la salvaguardia della Villa, “perché Bene comune del quartiere e della Città tutta”. Mancano il terzo Municipio, il PD e SEL, qui in maggioranza con L’IDV. I cittadini del quartiere ricordano una manifestazione ad aprile, stesso sole e stessa piazza. Altri politici e altri toni, forse troppo ottimismo; si chiedeva al presidente Marcucci di impegnare il Sindaco Alemanno all’acquisto della Villa. Il Sindaco non rispose... poi il nulla e il rincorrersi di voci, “stanno per vendere di nuovo”, “E’ tornato il progetto del parcheggio”. Solo alcuni dei timori di chi abita qui da una vita.
Se la “Carta di Firenze”, è il testo sacro internazionale della tutela delle ville e i giardini storici, quel “paradiso come immagine idealizzata del mondo” sembra oggi lontano e perduto. Per questo, l’Idv promette un’interrogazione parlamentare urgente al nuovo Ministro per i Beni culturali (che non è il Vice-Rettore della Luiss, Paola Severino, oggi al Dicastero della Giustizia) con una mozione d’impegno più forte al Municipio III. Il Giovane responsabile romano per l’Ambiente del partito del gabbiano, Fabio Marsigli, snocciola, gli articoli del Codice dei beni culturali che per incanto o amnesia, Stato e Comune di Roma, a oggi, han ben evitato di ricordare alle proprietà. Ovverosia chi rompe paga ma i privati “cocci”, se vincolati, appartengono secondo la legge, allo Stato. Per ora, a due passi dalla Villa del mistero, quel che è politicamente interpretabile o letteralmente traducibile, è scritto sui volantini del sit-in: Villa Blanc... Noi non possiamo entrare.
Andrea Costa Resp. Dipartimento “Ville storiche, Parchi, Aree verdi” IDV Roma
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