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| Il rimpasto di Alemanno è voluto dal premier |
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| Politica | |||
| di Stefano Pedica | |||
| Martedì 11 Gennaio 2011 22:36 | |||
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Bertolaso è un uomo voluto dal premier. Il buon Gianni, incaricandolo a vice sindaco gli spianerebbe la strada per concorrere nel 2013 alle elezioni. Per Alemanno non sarebbe una retrocessione, per lui ci sono ben altri progetti, potrebbe essere al fianco del premier e radunare a se tutti i cani sciolti della destra che Fini ha lasciato senza padrone. Ma la rosa del rimpasto non si conclude con Bertolaso a mettere bocca c’è anche Cicchitto che con una telefonata di fuoco ha diffidato Alemanno dal rimuovere Corsini, così che l’assessore all’urbanista della giunta capitolina coinvolto in più vicende legali, è divenuto anch'eggi un intoccabile. Insomma questo rimpasto altro non è un riassestamento in vista di nuovi incarichi, Parentopoli è solo stata sfruttata con straordinaria astuzia e per tenere calma l’opinione pubblica l’unica testa che sembra essere caduta è quella di Marchi. Gli intoccabili di Alemanno sono più forti di prima ed il premier affascinato da cotanta destrezza non ha esitato a farsi avanti. Alemanno ha lavorato bene tanto da essere considerato uno spreco sulla poltrona capitolina è ora di riaverlo a palazzo, Bertolaso farà per lui. Questa vicenda mette in luce ancora una volta come il primo cittadino sia uscito fortificato dallo scandalo delle municipalizzate. Parentopoli infatti è una mentalità, un agire politico, la risposta a quella che fu, anni prima, Tangentopoli; al punto che proprio intorno ad essa Berlusconi e una parte della destra si stanno riorganizzando. Parentopoli è il lasciapassare di Alemanno per la sua scalata politica, una cosa del genere non poteva essere non lodata e poi premiata dal premier.Questo rimpasto non è che l'ennesima beffa ai danni dei cittadini e dei lavoratori.
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Non era mai accaduto che a metà mandato un sindaco chiudesse la prima fase del suo incarico revocando tutte le deleghe e azzerando la propria giunta. La scelta di Gianni Alemanno potrebbe apparire corretta perché l’allontanamento di qualche assessore diventato impopolare o scomodo sarebbe stato il giusto correre ai ripari dalla bufera chiamata parentopoli, tuttavia a rovinare questo favoloso rimpasto ci sono degli ingredienti che pesano.
Il primo si chiama Bertolaso. A parte le scontate considerazioni che rimandano al ruolo dell’ex numero uno della Protezione civile, fra scandali personali e quelli legati alla ricostruzione dell’Aquila, questo nome rappresenta la chiave di volta di una strategia ben più larga dei confini capitolini.












