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| La caduta degli Alemanni |
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| Politica | |||
| di Carlo Castriota | |||
| Venerdì 14 Gennaio 2011 22:22 | |||
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![]() Tutto questo "cappello" introduce una domanda che devo e dobbiamo porci: ma uno che si chiama Alemanno, come poteva non rivelarsi foriero di sciagure per la nostra città? Fatte le debite proporzioni, ovvio. Ma chi è, Gianni Alemanno? Genero del "bombarolo nero" Pino Rauti (di cui sposò la figlia, Isabella), membro dell'ala dura del M.S.I. di Giorgio Almirante e convinto sodale del successore di quest'ultimo, Gianfranco Fini, Alemanno costituisce quello che fu nomato "il triumvirato dei colonnelli" ruotante intorno al futuro presidente della Camera, insieme a Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Ma anche i colonnelli non sanno resistere al richiamo melodioso di certe "sirene"... e così, folgorati come moltissimi altri sulla via di Arcore, il nostro terzetto abbandona al suo destino il povero Gianfranco e si ritrova oggi assiso, rispettivamente, sulle seguenti poltrone: 1) Ignazio La Russa: ministro della Difesa; 2) Maurizio Gasparri: capogruppo PdL alla Camera; 3) Gianni Alemanno: nientepopodimenochè sindaco della Città Eterna! Oddìo: con lo scandalo Marrazzo ancora fresco fresco e un rivale decotto come Francesco Rutelli, vinco pure io! Ma tant'è, Alemanno sale tronfio le scale del Campidoglio e comincia a promettere. Tutto. E il contrario di tutto. Senza realizzare nulla. E il contrario di nulla. La giunta capitolina è addirittura imbarazzante per le sue inadeguatezze e, inevitabile, le piomba addosso la crisi. Che induce Alemanno a porre mano a quello che, pietosamente, viene definito "un rimpasto". Quando invece, molto più realisticamente, trattasi di "azzeramento". Quasi tutti gli assessori ricevono il benservito. L'unico a salvarsi è Marco Corsini, responsabile dell'Urbanistica. Che deve ringraziare non tanto sé stesso, quanto l'autorevolissimo intervento in prima persona di un ex(ex?)-piduista, tale Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL al Senato. Si sa: gli "incappucciati" non si toccano! Un altro ex(ex?)-piduista, tale Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, si fa sponsor di una personcina da lui tanto, ma tanto amata: Guido Bertolaso, noto distruttore di città già distrutte di loro. Il Bertolao Meravigliao, pur avendo da poco raggiunto la pensione, evidentemente proprio non ce la fa a rimanere con le mani in mano. A lui potrebbe toccare l'incarico di provvedere alla costruzione della discarica della Capitale. Nel frattempo, tra assessori ex-AN spediti a casa e assessori ex-Forza Italia rimasti in arcione, scoppia logicamente una guerra all'ultimo sangue... ![]() Intanto, Roma soffoca. Un dato per tutti? Cito dai giornali: "Irpef, i romani sono i più tartassati d'Italia. L'imposta sul reddito è tre volte superiore a quella di Milano. Per i redditi più bassi arriva alla cifra di 260 euro all'anno". Chiudo con alcuni illustri pareri sulla gestione Alemanno. Nel rispetto della "par condicio", due pareri di centro-destra e due di centro-sinistra. Vittorio Sgarbi: "Non vorrei ricevere deleghe da un sindaco non ufficientemente esistente". Sandro Bondi: "La decisione del sindaco Alemanno è un segno di responsabilità e di coraggio". Francesco Rutelli: "Alemanno se ne dovrebbe andare, ma lasciamolo lì. E vediamo cosa è stato capace di fare". Esterino Montino: "L'azzeramento dimostra il fallimento della gestione di Roma da parte della destra". Come possiamo facilmente constatare, Alemanno incassa un pesante 1-3. E se pensiamo che il suo "1" proviene da quel lacchè di Sandro Bondi... bè, credo sia inutile appulcrare ancora verbo...
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Gli Alemanni furono, storicamente, il ceppo comune di alcune popolazioni barbare "autonome": i Goti, i Visigoti, gli Ostrogoti, tanto per citare qualche esempio. Tra gli Alemanni e Roma non c'è mai stato un grande "feeling": proprio i Visigoti di Re Alarico, nel 410 dopo Cristo, effettuarono il primo "sacco" della Capitale. Nel 1527, i Lanzichenecchi, versione "aggiornata" dei loro Padri, concessero il bis e Roma fu messa di nuovo a ferro e fuoco.
Ignazio La Russa: ministro della Difesa; 2) Maurizio Gasparri: capogruppo PdL alla Camera; 3) Gianni Alemanno: nientepopodimenochè sindaco della Città Eterna! Oddìo: con lo scandalo Marrazzo ancora fresco fresco e un rivale decotto come Francesco Rutelli, vinco pure io! 













