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In rapporto al tema suggerito dal titolo potrei iniziare con qualche sano sfoggio di cultura, così, tanto almeno per giustificare anni di studi. E allora: "La politica non si fa con la morale. Ma nemmeno senza" (Andrè Maurois). "Non solo Cesare, ma anche la moglie di Cesare devono sempre essere al di sopra di ogni sospetto" (Anonimo Latino). "Chiunque decida di entrare in politica, deve assolutamente sapere che, da quel momento in poi, non potrà più esistere nessuna distinzione tra la sua vita pubblica e quella privata" (Andrea Minzolini, direttore in carica del Tg1 Rai). E qui mi fermo, prima di perdere senza possibilità alcuna di recupero quei pochi lettori che mi sopportano. Mi fermo e passo ad illustrare il convegno che l'Italia dei Valori Roma ha organizzato e condotto a buonissimo scopo ieri, giovedì 10 febbraio, presso la Sala "Fredda" in via Buonarroti 12.
Il titolo ufficiale dell'incontro-dibattito suonava: "Noi non siamo così. Etica e politica ai tempi di Arcore". Scritto, detto e letto così, con i tristissimi giorni che stiamo vivendo per le tristissime vicende a tutti notissime, sembra quasi di sparare sulla Croce Rossa.
l Ma certi concetti di fondo non vengono mai ripetuti e sottolineati abbastanza, soprattutto in questi tenebrosi frangenti da bassissimo impero che ci tocca subire. Ed è così stato dato il "la" agli interventi degli oratori presenti. Il primo a prendere la parola è stato Mario De Luca, Responsabile Dipartimenti Tematici IdV Roma: "La scissione tra etica e politica è ormai un dato di fatto indiscutibile. Ma può anche costituire la premessa per la fine di un incubo, l'incubo di Berlusconi e del berlusconismo. Un berlusconismo che è nato, si è retto e continua a reggersi sullo strapotere mediatico. Ricordate - ha continuato De Luca - il caso del video girato sul giudice Mesiano, ridicolizzato solo per aver "osato" condannare la Fininvest (Berlusconi, quindi) a risarcire il Gruppo De Benedetti, in relazione alla causa per l'acquisto della Mondadori? Ecco: a mio avviso quel video esprime il peggio, tramite esso hanno ucciso la realtà e ne hanno gettato il cadavere. Per quanto concerne poi i fatti più vicini a noi, io intendo riaffermare con forza che le donne italiane non sono le donne di Arcore. Le donne italiane sono le donne dell'impegno sul terreno del lavoro, della scuola, della solidarietà". E' stata quindi la volta di Roberto Soldà, Segretario Romano IdV: "Ricordiamoci che non ci sono solo le escort, le veline, la prostituzione. C'è anche e soprattutto un Paese che soffre, un Paese con la disoccupazione giovanile al 30%, un Paese dove molte famiglie arrivano a stento alla fine del mese. L'etica deve investire ogni settore, dal particolare al generale. "Noi non siamo così" e dobbiamo farlo capire a tutti, in particolare agli elettori del più grande partito italiano: quello dell'astensionismo".
Laura Segatori, Coordinatrice Donne: "Stiamo assistendo al tracollo dell'etica: corruzione, clientelismo, scandali, prostituzione. Quanta distanza tra questa squallida realtà e ciò che dovrebbe essere la politica. Mentre il premier danza il bunga-bunga, qui a Roma il sindaco Alemanno annuncia provvedimenti sempre più restrittivi proprio in tema di prostituzione! Sono addirittura in aperto dissidio tra loro stessi! E mentre lor signori fanno e disfanno tutto e il contrario di tutto, la gente comune patisce il quotidiano. Le donne, in particolare misura. Sempre Alemanno chiude gli asili nido comunali e ciò, ovviamente, significa che le donne sono in pratica costrette, obbligate a non lavorare. La sanità è disastrata (ultima prodezza: la chiusura del "Santa Lucìa"). E nel frattempo, mentre tutto crolla intorno e addosso a noi, la televisione ci parla dei e ci mostra i festini di Arcore e ville limitrofe".
Fabio Frati, Responsabile Dipartimento Lavoro e Welfare: "Mentre certuni si sollazzano, chi purtroppo decide per noi sono i Tremonti, i Sacconi, i Bossi, le Gelmini. Il post-Berlusconi si presenta, se possibile, ancora più drammatico del Berlusconi 'tout court'. Pensate che un suo papabile successore è Draghi. Sì, Draghi, cioè l'espressione stessa del potere delle banche e della sopraffazione delle lobbies, più o meno occulte. Siamo in presenza di un attacco senza precedenti alla democrazia e al lavoro. E ricordiamo che la colpa non è solo dei governi-Berlusconi, la colpa è anche dei governi di centro-sinistra, la colpa è anche di 40 anni di Democrazia Cristiana, la colpa è anche delle svariate coalizioni che intorno alla D.C. ruotavano".
Eugenio Serra, Responsabile Sezione Dipartimentale Scuola: "La scuola pubblica è stata devastata con 8 miliardi di euro di tagli! E' in atto un disegno diabolico che punta a demolire la scuola pubblica a tutto ovvio vantaggio di quella privata, che, annualmente, vede crescere in misura esponenziale i propri iscritti. E scuola privata, in Italia, significa quasi completamente scuola cattolica. Ma l'Italia non è, non dovrebbe essere, uno Stato laico?". Ha chiuso Vincenzo Maruccio, Segretario Regionale IdV Lazio: "Sbaglia chi si ostina a parlare solo di Berlusconi. Qui ormai il nemico vero, passato, presente e futuro, è il berlusconismo assurto a sistema. Un berlusconismo-apparato che sopravviverà al premier, cioè al suo stesso creatore.
Un esempio? Pensate anche solo per un attimo al divario abissale tra i folleggiamenti della Corte del Satrapo e il caso-Marrazzo. Marrazzo non fece nulla di penalmente rilevante, fu anzi vittima del famigerato ricatto degli altrettanto tre famigerati carabinieri. Eppure, Marrazzo si dimise. Giustamente. Perchè era diventato politicamente senza credibilità. Di più: era impresentabile. Oggi assistiamo invece ai boccacceschi fescennini che sappiamo, conditi con tanto di prostituzione minorile, concussione, stupefacenti forse. Ma Berlusconi non è Marrazzo. Berlusconi non si dimette. Berlusconi non si dimetterà. Mai. Anzi. Berlusconi passa al contrattacco, cannoneggia ad alzo-zero dal suo impero mediatico contro le immancabili "toghe rosse", assurte ora addirittura al ruolo di "avanguardie rivoluzionarie". Annuncia incredibilmente che chiederà i danni allo Stato. Cioè, anche a se stesso! Praticamente, la vittima di un'ingiustizia da parte delle istituzioni che si auto-risarcisce rivalendosi sulle istituzioni medesime! No. Questa non è politica. Questa è anti-politica. Questa, non quella che viene imputata a Beppe Grillo. Bisogna recuperare la politica con la "P" maiuscola, la politica con la gente e per la gente, la politica che è prima di tutto servizio per i bisogni e le esigenze, individuali e collettive, la politica che è crescita globale. Ma non si recupera questa politica se prima non si riscopre l'etica. Perchè i due concetti sono inscindibili".
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