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| Etica e politica: riflessioni di un'attivista |
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| Politica | |||
| di Antonella Sassone | |||
| Venerdì 18 Febbraio 2011 17:39 | |||
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Così intesa la politica non ha riscontro nella realtà nazionale e la realtà della città di Roma, specchio di ciò che accade nel resto del Paese, deve indurci a fare delle riflessioni. Da un lato una classe dirigente che occupa le istituzioni distorcendo le funzioni pubbliche verso fini estranei al benessere della collettività; dall’altra i cittadini, lasciati soli nei loro bisogni primari, che reagiscono come possono alla situazione che si è venuta a creare.
Così accade che, quasi per rassegnazione, cittadini che dovrebbero logicamente e legittimamente ribellarsi allo stato di cose, ne risultino assuefatti: è una sindrome di Stoccolma che genera una curiosa e malsana alleanza tra carnefici e vittime. Il pensiero dominante è una rassegnazione arresa agli eventi “perché tanto sono tutti uguali”. La rassegnazione verso lo stato di cose esistenti e la disaffezione verso la politica sono i segnali più evidenti del tracollo etico della politica e del paese, dove tutto viene considerato lecito, normale… Così accade che nella città di Roma, meraviglioso e multietnico laboratorio di idee come solo qui può accadere, in una dimensione evocativa di fasti passati e di promesse future, si consumi la fabula protextae della giunta capitolina. Alemanno e la sua compagine ma non solo…una schiera di faccendieri, imprenditori e gente senza scrupoli che soffoca l’economia ed è indifferente ai bisogni reali che passano dal lavoro alla sanità, dal sostegno alle famiglie al bisogno di sicurezza. Ma NOI NON SIAMO COSI’, non siamo uguali agli altri politici, non ci appassioniamo di politica perché ne abbiamo un tornaconto. In un documento importante del Presidente Di Pietro, la Risoluzione dell’Esecutivo tenutosi il 14 e 15 gennaio, troviamo all’art. 20 la seguente indicazione: “Per evitare che la politica venga considerata una professione, invita i giovani iscritti a IDV a conciliare l’impegno politico con il loro corso di studi e con i percorsi formativi e lavorativi”. E’ un messaggio rivolto esplicitamente ai giovani, ma in realtà a tutti coloro che fanno politica con l’Italia dei Valori, che appare rivoluzionario nella sua semplicità! Tornare a pensare alla politica quasi come una missione, forse una passione animata da nobili ideali, con l’unico obiettivo di fare qualcosa per questa nostra povera patria. E che induce “gli altri” a considerarci quantomeno stravaganti. Nessuna stravaganza, solo la nostra dignità e il rispetto per questo Paese, per le sue istituzioni e i suoi cittadini. Perché cogliamo il disagio, la rassegnazione, il disgusto per ciò che accade . Perché in questa città e non solo, per le strade è tangibile l’imbarbarimento dei costumi, che si può cogliere nella mancanza di senso civico, di rispetto, verso chi è più debole …e basta alzare gli occhi per vedere ammiccanti ragazze in abiti succinti che fanno capolino praticamente da qualsiasi cartellone pubblicitario. Non può essere questa Roma, Capitale d’Italia. NOI NON SIAMO COSI’ non è solo lo sdegno urlato per questo stato di cose, ma è il titolo di un’assemblea dibattito che ha visto i dirigenti di partito della città di Roma, appassionarsi al tema dell’”etica e politica ai tempi di Arcore”. La peculiarità del dibattito è stata la straordinaria ricchezza di proposte per superare questo momento storico, per riaffermare un modo di far politica estraneo ai palazzi del potere e che pongano al centro di tutta l’azione di governo, a livello nazionale come a livello locale, la persona, la sua dignità, i suoi bisogni. Tra gli interventi, quello di Vincenzo Maruccio, capogruppo IDV alla Regione, che ha riportato il dibattito ideale a quelle che sono le azioni politiche che stanno caratterizzando il nostro partito all’interno del Consiglio Regionale: importanti denunce ma anche proposte realizzabili, unite da un fine etico, non perché non contrario alla legge, ma perché MORALE. Non si può tacere delle bassezze e delle indecenze che vedono protagonista Berlusconi, ma soprattutto che vedono come attori partecipi i berlusconiani, per cui tutto si riduce a merci di (largo) consumo. Sembra che una parte della nostra società abbia rinunciato a percorrere la via della libertà e della dignità, di certo meno impervia di quella del compromesso. Così si fa mercimonio di qualsiasi cosa, di giovani corpi ma soprattutto di dignità. E’ in questo contesto che il nostro Segretario Romano, Roberto Soldà, con la sua attività politica costante e limpida nei fini come nei mezzi, ha dato in questa assemblea ulteriore testimonianza di ciò che deve diventare la politica in questa città, anche se per ora “siamo una goccia nel mare” . Ci siamo interrogati su ciò di cui abbiamo bisogno come cittadini e di cosa desideriamo come lavoratori, come uomini e donne. E più di tutti un interrogativo….cosa desiderano le madri per i propri figli? Posso dare la mia risposta : vorrei che mio figlio crescesse libero e indipendente, in una società civile e democratica.
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La politica, per sua stessa definizione è etica dell’agire nell’interesse di una collettività. Il fine della politica è etico, così come etici devono necessariamente essere gli strumenti con i quali questo fine si persegue.












