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Santa Lucia: stipendi per due mesi, ma il futuro è incerto PDF Stampa E-mail
Sanità
Sabato 05 Febbraio 2011 20:40

(fonte: romatoday.it)
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Boccata d'ossigeno per l'ospedale Santa Lucia che si è visto accreditare dalla regione gli acconti relativi a gennaio e febbraio, ma i soldi non bastano e coprono appena il 60% dei costi.

Il futuro dell'ospedale Santa Lucia di via Ardeatina continua a essere a tinte grige. L'IRCCS colpito dal decreto 80 del 2010 della commissaria-governatrice Renata Polverini, ha visto la decisione di tagliare 146 degenze su 325, inoltre continua a essere sempre più precaria la questione degli stipendi.

Renata Polverini, ai tempi della campagna elettorale, si era impegnata ad aiutare la struttura. Da allora, dipendenti e invalidi hanno dato vita a molte proteste per la salvaguardia dell'ospedale dal cui sito comunicano: “Non copriamo nemmeno il 60% dei costi effettivi delle prestazioni erogate.”

 

giu_le_mani_dal_santa_luciaDalla regione sono arrivati alla Fondazione Santa Lucia gli acconti relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2011, in questo modo potranno essere pagati gli stipendi di gennaio e febbraio, resta da capire però cosa succederà dopo queste date. Una boccata d'ossigeno, come la definiscono dalla fondazione, che purtroppo è solo temporanea e non risolve il problema, lasciando nell'incertezza i dipendenti, ma anche tutti gli invalidi che usufruiscono del centro di riabilitazione.
Infatti, gli acconti accreditati dalla regione coprono circa il 60 % delle spese mensili e, rispetto a quanto stabilito nel Decreto n.8  n.8 del 2010 del Commissario ad acta dell’epoca, Elio Guzzanti, sono inferiori di 1 milione di euro al mese. La situazione dunque si stabilizza per un brevissimo arco di tempo, quello relativo agli stipendi di gennaio e febbraio, ma già l'arrivo della primavera potrebbe prospettarsi privo di luce per il futuro del Santa Lucia.

Andrea Catarci, presidente del Municipio XI che ospita la struttura, denuncia la criticità di questa situazione dichiara: “Sono state avviate le prime mobilitazioni con un sit-in sotto la Regione Lazio ed è cominciato uno stato di agitazione permanente con il rischio di blocchi dei servizi. Data la qualità delle strutture dell’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), degli impianti e delle apparecchiature, quello della chiusura  dell’Ospedale e dei laboratori di ricerca e didattica, nonchè dei licenziamenti del personale, è molto più di un rischio: è quasi una certezza!"


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