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Sanità pubblica? Tolleranza ZERO PDF Stampa E-mail
Sanità
di Carlo Castriota   
Giovedì 18 Novembre 2010 22:01

hospital02I classici "pissi-pissi-bao-bao" dei soliti "bene informati" agitano in questi giorni lo spettro della chiusura dell'ospedale romano "Regina Margherita", situato a pochi passi dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Volessimo fare della facile ironìa, potremmo affermare che la Giunta-Polverini sta alla Sanità Pubblica così come il ministro Maria Stella Gelmini sta all'Istruzione Pubblica.
Ma qui c'è poco da ironizzare, qui è solo

giunto il momento di urlare: "BASTA!". Basta con il mercimonio del malato a tutto lucro delle cliniche private. hospitalBasta con la dismissione di strutture (quali, per l'appunto, il "Regina Margherita") che sortirà come effetto immediato la ripercussione su altri enti limitrofi (il "San Camillo-Forlanini", ad esempio) di un'inarginabile crescita del bacino di utenza potenziale.
Insomma, alle corte: mentre negli States il presidente Obama "pubblicizza" ciò che fino ad allora era "privatizzato", qui da noi accade esattamente l'opposto! Renata Polverini e i suoi degni sodali stanno semplicemente continuando il metodico massacro del Bene Comune. E, adesso, sembrerebbe il turno del "Regina Margherita"...
Curiosità storica: l'ospedale romano fu intitolato alla regale consorte di Sua Maestà Umberto I. Il quale passò alla storia per aver sedato certi moti popolari scoppiati a Milano. Come li sedò? A cannonate. Sui poveri dimostranti. Oggi, chi cannoneggia la sanità pubblica e i malati, ha un nome e un cognome: Renata Polverini.

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