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La Gelmini taglia le "teste", Alemanno taglia le "gambe" PDF Stampa E-mail
Scuola
di Eugenio Serra   
Domenica 27 Febbraio 2011 15:43

gelmini_a_bocca_apertaLa scuola italiana è diventata la cenerentola d'Europa: i tagli effettuati dal Giano bifronte ministro “Gelmonti”  hanno strozzato definitivamente quel che restava di un sistema di istruzione pubblica che, per quanto  bisognoso di correzioni e miglioramenti,  è stato  comunque in grado di regalare a questo Paese numerosi cervelli, spesso poi costretti, purtroppo, a “funzionare” all’estero.

Con oltre il 21 per cento di alunni incapaci di leggere e comprendere un testo di media difficoltà, come si evince dai dati INVALSI  recentemente rilevati,  e un fenomeno di abbandono scolastico in aumento, la scuola italiana, su cui peraltro si sono andare scaricando negli anni le conseguenze dei gravi disagi sociali, economici  ed ambientali

presenti particolarmente nel centro–sud, avrebbe avuto bisogno di una spinta propulsiva attraverso un forte sostegno finanziario ed un potenziamento delle figure professionali.

 

ma_non_era_meglioUn modello in tal senso è  la Finlandia  che, fino alla metà degli anni novanta,  aveva la più alta percentuale europea di  popolazione scarsamente alfabetizzata, ma poi  ha invertito la rotta e ha saputo mettere la scuola al centro di un progetto di sviluppo,  raggiungendo, in questi ultimi quindici anni, il primo posto tra i paesi europei e il terzo  nel mondo per il livello  di scolarizzazione e d’istruzione dei ragazzi in tutto il territorio nazionale.

La riforma Gelmini-Tremonti ,  con i tagli drammatici che ha attuato, ha definitivamente e scientificamente  demolito un sistema educativo, incardinato sul  principio   di dare a tutti e a ciascuno, a prescindere dalle condizioni di partenza,  sociali, culturali, economiche e di disabilità,  le stesse opportunità di elevarsi culturalmente e di superare la ghettizzazione  e l'emarginazione di classe.

Tale  sistema  ha favorito nel tempo una maggiore   armonizzazione e integrazione  sociale, presupposto fondamentale  per lo sviluppo collettivo  del nostro Paese. Questo  processo è stato soffocato attraverso  l'impoverimento della scuola pubblica e il foraggiamento costante e crescente di quella privata (quasi sempre cattolica)  che, non a caso, nell' ultimo anno ha fatto registrare un incremento di iscrizioni pari  al  20 per cento.

scuola_e_scuola_privataPer contro, nella scuola pubblica, paradossalmente abbandonata proprio dallo Stato, si rischia, e già ci sono allarmanti segnali in tal senso, un fuggi fuggi generale specialmente da parte di quelle famiglie in grado di far fronte alle rette spesso esose delle scuole private.

Il perché di questo fenomeno è più che evidente a chi abbia un minimo di dimestichezza, come docente o come utente, con la declinazione concreta del paradigma Gelmini: ad una scuola pubblica che sempre più necessita, anche in conseguenza dell’immissione di ragazzi extracomunitari, di  un insegnamento individualizzato e di una  valutazione rapportata al livello di partenza degli alunni, nell’ambito di un percorso educativo personalizzato  programmato dai docenti, il ministro ha risposto con  la riduzione delle patologie riconosciute come  bisognose di sostegno, i tagli delle ore di insegnamento per   gli alunni con disabilità riconosciute, spesso  anche gravi, la mancanza di copertura finanziaria per far fronte al pagamento delle supplenze, l’aumento del precariato dei docenti con evidenti ricadute negative sulla continuità didattica, la decurtazione dei fondi per  il materiale di consumo, al cui acquisto spesso devono provvedere  a proprie spese   le  famiglie e i docenti.

questions_marksCome se questo non bastasse, nella  realtà romana, la ciliegina sulla torta  è arrivata di recente, quando il sindaco Alemanno ha comunicato la sospensione del servizio di  scuolabus per mancanza di fondi. Come mai non è stato previsto all'inizio dell'anno scolastico? Come mai non è stata data comunicazione alle famiglie a settembre? Come mai non sono state adottate per tempo strategie alternative? E un'altra tegola sta per cadere in testa alle famiglie e alle scuole:  pur essendo ormai ampiamente oltre la metà dell’anno scolastico,  il Comune non ha, finora,  emesso i consueti bandi per i campi scuola e le visite culturali (“Città come scuola”).

Come mai? Anche queste attività didattiche saranno cancellate? Il sindaco si rende conto dell'importanza di queste uscite per tanti ragazzi? Non vorrei che il primo cittadino avesse adottato il pensiero  Tremonti, secondo cui “con la cultura non si mangia”.

E’ vero: la cultura non serve per alimentare il corpo,  ma nutre  il cervello, affina la sensibilità personale e collettiva e sviluppa senso critico e coscienza civica.

Ma probabilmente è proprio per questo che la scuola pubblica , in tutte le sue forme ed espressioni, viene sistematicamente e coscientemente  privata del minimo  necessario per sopravvivere e per svolgere dignitosamente la sua missione.


Eugenio Serra
Responsabile sezione scuola
Dipartimento Istruzione e cultura di Roma


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Commenti  

 
0 #2 il senso criticoCarla 2011-02-28 21:17
Caro Eugenio L'anoressia della cultura sembra dilagare in quel consenso popolare, che non è capace di prendersi la propria responsabilità, sia nel quotidiano, che nella politica del nostro paese,benchè molti italiani lo abbiano dimenticato, decidere per la nostra vita, è anche il dovere di andare a votare, vero baluardo della vita democratica,ed impedire a chiunque possieda immense ricchezze o imperi mediatici ad accedere a cariche politiche magari mediante una legge. Sviluppando così quel senso critico di cui giustamente parli.
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0 #1 studentessaMarilena 2011-02-28 13:36
Caro Eugenio condivido in pieno, spero che, quando avrò dei figli un giorno, possano andare in una Scuola che insegni loro Libertà, Critica e Scelta! Aggiungo...i soldi sembrano esserci, la Gelmini ha stanziato 10 milioni di euro in 5 anni, per corsi di formazione sul federalismo fiscale!!!
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