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Roma 17 febbraio 2011. L’Inps attraverso il suo presidente Mastropasqua rende noti i dati relativi alle verifiche dei “falsi Invalidi” lo fa attraverso un’intervista al Corriere Della Sera, in cui in modo sterile si dà conto dei risultati di quella che il Governo a definito una Task Force, per alleggerire la spesa pubblica.
In più occasioni tutto il mondo della disabilità ha contestato le regole di controllo in un eterno gioco in difesa in cui l’Inps forcaiola cerca la falsa invalidità e i disabili cercano invece di affermare e confermare la propria patologia. Adesso si passa al macabro gioco delle percentuali, avallando le dichiarazioni di Tremonti, che
sosteneva che la vera causa della mancata competitività dell’Italia era attribuibile all’eccessivo numero di invalidi che gravavano sulla spesa pubblica. Dichiarazione pericolosa soprattutto perché l’Inps era chiamato a dimostrare che quanto detto dal Ministro dell’economia era vero, oggi infatti a sostegno della tesi arrivano i numeri. L’Inps sostiene che il 23% delle pensioni di invalidità controllate su oltre 200 mila accertamenti nel 2009 e 100 mila nel 2010, sono state revocate, ma nel contempo aumenta la spesa sociale e le prestazioni assistenziali. Le invalidità civili sono passate da 2,4 milioni nel 2006 a 2,9 milioni nel 2010, stesso discorso per le prestazioni assistenziali che passano da 2.391.994 nel 2006 a 2.862.509 nel 2010. I dati divulgati dal presidente dell’Inps danno però una visione parziale delle situazione, infatti l’Inps dimentica alcune questioni fondamentali che hanno portato a queste percentuali. Prima tra tutte è la responsabilità dell’Ente di attuare procedure confuse, con un numero immane di ricorsi e di cause pendenti. L’Inps dimentica tutte le proteste avvenute soprattutto nel mese di luglio e agosto 2010 momento in cui le redazioni dei giornali sono state subissate da lettere di protesta da parte dei cittadini disabili, costretti a presentarsi entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata di convocazione, con la documentazione aggiornata che dimostrasse la patologia, con interminabili file e senza alcuna possibilità di avere via internet o via telefono informazioni al riguardo, già all’inizio del 2011 l’Inps vanta il record di ricorsi 822.959 per cause relative all’invalidità civile e delle oltre 137 mila cause concluse nel 2009 il giudice ha dato ragione all’Inps in meno della metà dei casi, 60 mila per la precisione. Una percentuale destinata a scendere perché l’Inps ha cambiato arbitrariamente le regole per la concessione delle indennità d’accompagnamento senza alcun supporto normativo e senza nessuna indicazione da parte del Parlamento. Parlando infine di revoche di pensioni si deve dire che per revocare un assegno di accompagnamento basta abbassare di un punto l’invalidità oppure riconoscere che un anziano è “solo” invalido al 100%, quindi le persone che compongono questo 23% non sono falsi invalidi ma non sono sufficientemente invalidi. Questo è dimostrato dal fatto che nessun medico appartenete ad una commissione, onesta fino a prova contraria, è stato denunciato per aver concesso un’invalidità che prevedeva un beneficio economico senza che questo ne avesse diritto. Queste percentuali restano solo numeri da spendere ad uso e consumo del politico di turno, l’unica cosa che resta è la solitudine di migliaia di persone per cui quei miserabili 250 euro potevano segnare la soglia sottile della dignità.
Mario Dany De Luca
Responsabile nazionale Italia dei Valori dipartimento delle politiche per il superamento dell’ handicap.
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