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Emergency e il mercatino di Natale |
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Sociale
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di Carlo Castriota
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Lunedì 13 Dicembre 2010 10:55 |
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C'è un cuore che batte nel cuore di Roma. In questi giorni. Per la precisione, dal 4 al 24 dicembre. Il cuore che pulsa è il Mercatino di Natale organizzato da Emergency. Un appuntamento ormai tradizionale, che si rinnova da anni. Un appuntamento che mira a raccogliere fondi per le iniziative altamente meritorie che sono il fiore all'occhiello della Creatura Prediletta fondata da Gino Strada. Quest'anno, la località "adottata" è Nyala, centro del Sud-Darfur, in Sudan.
L'obiettivo è l'istituzione "in loco" di un centro chirurgico che possa far da efficace fronte alle crescenti necessità umanitarie di una zona flagellata da innumerevoli calamità. C'è un cuore che batte nel cuore di Roma. In questi giorni. E non trattasi solo del cuore di Emergency. Trattasi del cuore di Roma. Del cuore dei romani. I quali, puntualmente, come ogni anno, affollano i vari settori del Mercatino. Settori che costituiscono un po' la realtà incarnata del cosiddetto "mercato equo e solidale". Un'etichetta a volte eccessivamente retorica e strombazzata, ma che, nel caso del Mercatino di Emergency, è pura realtà. Ci si può trovare di tutto. Tutto di estremo gusto. Tutto per tutte le tasche. Tutto per i nobilissimi scopi di cui sopra. I romani sono perfettamente consci di tutto ciò. E, di conseguenza, il flusso degli acquirenti è praticamente ininterrotto. Ogni giorno. Ad ogni ora. Se dovessi tratteggiare una sorta di identikit del compratore-tipo, mi sarebbe in pratica impossibile. Perchè, per usare un termine mutuato dal politichese, trattasi di "compratore-trasversale". Cioè, senza alcuna differenza. Nè di sesso, nè di età. Ecco, questa è la ricetta vincente di Emergency: sensibilizzare tutti ai fini della propria attività e creare i presupposti e gli esiti affinchè essa possa ottenere l'indispensabile successo. Gino Strada in persona una volta dichiarò: "Un'ottima ragione per vivere? L'esistenza di Emergency". Magari questa affermazione potrebbe essere un tantinello "partigiana"... ma non si può non essere d'accordo con lui.
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